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martedì 14 giugno 2011

I tuoi gesti maldestri mi mozzavano le parole.


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Ho trascorso la mia vita ad Istanbul, sulla riva europea, nelle case che si affacciavano sull'altra riva, l'Asia. Stare vicino all'acqua, guardando la riva di fronte, l'altro continente, mi ricordava sempre il mio posto nel mondo, ed era un bene. E poi, un giorno, è stato costruito un ponte che collegava le due rive del Bosforo. Quando sono salito sul ponte e ho guardato il panorama, ho capito che era ancora meglio, ancora più bello di vedere le due rive assieme. Ho capito che il meglio era essere un ponte fra due rive. Rivolgersi alle due rive senza appartenere  »

(O.Pamuk, Istanbul, 2003)

venerdì 24 settembre 2010

Selene


"E' la luna della vendemmia una sorta di ciclo che rimembra i vini passati?"


Scusate la volgarità: la luna della vendemmia è una stronza. Ti fa passare la tua vita davanti agli occhi, ti fa rimpiangere quei bei momenti che hai passato, li fa tornare e lei frattanto scappa via, e tu t'accorgi che quello che la luna t'ha dato... non lo vuoi.
Ieri, c'era la luna piena.
Le wicca praticavano gli esbat, la mia testa urlava, manco avessi sniffato vaporità ( vaporità s'intende il libro di dimtiri, bellissimo non fraintendetemi), e la luna sbiadiva... e tutto se ne andava. E volevi che quella luna, la luna della vendemmia, non fosse mai sorta a far scoppiare il tuo cervello in  una confusione pazzesca, a farti delirare.
Occhieggi verso il racconto privato del finale, della battuta che conceda riposo e concluda il tuo arduo lavoro, ma non hai ispirazione per una frase abbastanza spiazzante.
E intanto, magari, ascolti Marco Mengoni che canta e sbavi davanti a l'ipod touch, che vorresti comprare... ma non hai i soldi.