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martedì 1 marzo 2011

Dévoilé

Forse sto impazzendo. Ditemi voi.

Il fait froid

dans cet hiver,

et j’ai enfermé

mes rêves

dans un tiroir

d’encre et puossière.

Et allors, fragile, je vais voler

Avec ces particules d’amour,

Parmi le secrets d’un autre

Vent, e je tombe

Dévoilé.

Passé.

venerdì 4 febbraio 2011

For the moon

 Non sarà certo bellissima, ma è scritta col cuore, almeno questo.

19 (1)

Avrei creduto fossi un angelo,

per strappare le tue ali

e macchiarle del mio inchiostro

ogni fragile paura.

Avrei voluto immaginarti,

ma hai riscritto ogni parola,

sulle ali dell’immenso

hai sfiorato quest’inverno.

Ho immaginato fossi cenere,

ma la cenere non vola,                              

ho sfiorito una parola.                                                                       

- che sia! Una lacrima, una nota, un diesis da paura. -                   

Non hai tessuto più cristallo                                                             

ma i figli dei soffioni                                                                          

appesi ai nastri del tuo carro                                                            

per raggiungere la luna.                                                                    

 

A papà.

giovedì 27 gennaio 2011

Le danseurs dans l’obscurité

Dicembre felice,

vanificato il ricordo,

ch’ora, solerte,

s’aggrappa lontano e

s’accinge là in fondo

a smembrare d’infetto silenzio

corpi di gelo.

Come figli straziati,

estirpati da un livido campo

che dolente sfiorisce infranto.

 

E allora s’amano,

perché alla loro danza non c’è

scampo,

così oscura, dolce,

d’infinito stampo

è l’impronta sul vetro

che come famelico tratto

riassume l’inganno.

 

E allora colano,

particelle d’amore,

morte felici.

lunedì 20 settembre 2010

Luce

Cemetery_by_VityaR83

 

Mia candida armatura,

così bianca nella discrezione

d’accogliere paura.

Così gelida nell’intenzione

D’assentir a pura

- bocca.

Di rugiada udivi canzone,

fra le melodie suonate

a cantar trionfo con l’èone,

stretto nel cuore d’àgate lionate.

Di marmo e di brina

Al flagello della sognante luce,

fra le vesti di pizzo e di trina,

mi porgevi un giglio malato di truce

- vecchiaia.

Fra i petali di faìna,

avvizziti al risveglio del duce,

incollerito di mestizia al guardar velina

di candida gioia fiorita dalla luce,

stornata nel riavvolgere la mattina.

venerdì 10 settembre 2010

E’ fra voi…

 

seee 

Torna a casa

bambina dagli occhi di ghiaccio,

il manto di foglie ricorda

fragranza di un velo di pioggia.

Torna a casa bambina,

si stende il manto fra i funghi,

fra l’albero cavo squittisce il silenzio,

e di teschi sanguina il dolce ricordo.

Ed il caldo ed il freddo san scialbi,

sian matre e meraviglia

di questa strana famiglia.

**

(che si chiama settembre, la famiglia.  E scrive canzoni sulle loro figlie marce)

morte premature di un esbat violento.

giovedì 9 settembre 2010

Dolcemente noi


dolcemente noi
Mi prometti l’incanto?
matita sbiadita passavi
sopra la mia triste esistenza.
Di  foglie di bosco giaceva ‘l tuo canto
Serbavi quel lampo,
“fulgore della dolce reminiscenza” (lo chiamavi)
*  (mi portavi) *
andavamo a caccia di rondini smarrite,
primavere finite
in un campo di suore (rose)

* (li coglievi) *
Intristite,
 il volto adombrato
Come sogno affilato.
Lacrime ingrigite.
Pezzi di vetro;
* (giocavi) *

Con pezzi di vetro
 -  suonavi al tintinnare del ricordo segreto.
Riso e sorriso smorzato
Nel silenzio di quel viso.
* (eravamo) *
Dolcemente noi,
facevamo a gara a chi fosse più delicato:
per non ucciderci